Indici di liquidità

Gli indici di liquidità aiutano a valutare la capacità dell’impresa di far fronte agli impegni a breve e di sostenere il servizio del debito. Usa il sommario a destra per navigare tra le sezioni.

Indici di liquidità e analisi di bilancio

Introduzione

L'analisi della situazione di liquidità attraverso il calcolo degli indici tende a verificare in che misura la combinzione impieghi-fonti è in grado di produrre. nel breve periodo, flussi monetari equilibrati, ossia tali da consentire di far fronte in ogni momento agli impegni di uscita che la gestione richiede.

Nell'ambito dell'analisi della liquidità si prendono in esame gli indici di correlazione e di equilibrio riferiti all'area degli impieghi correnti e a quella dei debiti a breve.

Liquidità non significa solo “avere cassa”, ma mantenere nel tempo equilibrio tra incassi e pagamenti.

Gli indici di liquidità misurano la capacità dell’azienda di far fronte ai debiti a breve scadenza utilizzando attività correnti (liquidità, crediti, magazzino). Sono particolarmente utili per:

  • valutare il rischio di tensione finanziaria nel breve periodo;
  • stimare la qualità e la velocità di trasformazione dell’attivo circolante in liquidità;
  • supportare la lettura di fido bancario, affidamenti e condizioni di pagamento.

Dal Report indici di ANABIL

All'interno del Report indici che il software di analisi di bilancio ANABIL predispone in automatico si legge che L'analisi della liquidità mette in relazione l'attivo circolante e il passivo corrente dello Stato patrimoniale allo scopo di verificare la capacità delle fonti a breve termine di finanziare gli investimenti-impieghi correnti, determinando, nel breve periodo, flussi monetari equilibrati, in modo che l'azienda possa far fronte in ogni momento alle uscite monetarie che la gestione richiede.

Indice di liquidità corrente (Current Ratio)

Valutazione della capacità dell’impresa di far fronte agli impegni finanziari a breve

Il primo indice da esaminare è l’ indice di liquidità corrente, che si ricava dal rapporto tra attività correnti e passività correnti.

Questo indice è conosciuto anche con il nome di quoziente di disponibilità o, in inglese, current ratio. Esso esprime la capacità dell’azienda di far fronte agli impegni finanziari a breve utilizzando i mezzi liquidi già disponibili e i recuperi monetari prossimamente provenienti dagli impieghi correnti.

Considerando l’esempio già presentato nell’analisi della solidità, sulla base dei valori espressi nello stato patrimoniale riclassificato sintetico:

Calcolo del current ratio
Esempio di calcolo del current ratio su stato patrimoniale riclassificato

Dall’esempio risulta che il rapporto tra attività correnti e passività correnti è pari a 1,34, valore che – come indicato nella seguente chiave di lettura – rivela una situazione da controllare e da approfondire, soprattutto se, nel confronto temporale tra esercizi successivi, tende a peggiorare.

La chiave di lettura dell’indice di liquidità corrente viene presentata nel software ANABIL secondo la seguente classificazione:

  • Current ratio > 2: situazione ottimale
  • Current ratio tra 1,5 e 2: situazione soddisfacente
  • Current ratio < 1,5: situazione da controllare
  • Current ratio < 1: situazione di squilibrio finanziario

Il quoziente current ratio assume una maggiore significatività se analizzato in ottica temporale: un valore stabile nel tempo evidenzia una crescita omogenea tra attività e passività correnti.

Tuttavia, a causa del peso che può assumere il magazzino, il quoziente di disponibilità non rappresenta sempre un indicatore pienamente significativo del reale grado di liquidità dell’impresa, pur essendo molto utilizzato nella pratica.

Il limite principale dell’indice risiede infatti nella presenza, al numeratore, delle rimanenze, che possono includere anche quote difficilmente liquidabili, come lo stock minimo, e che pertanto dovrebbero essere escluse o opportunamente rettificate in sede di analisi più approfondita.

Quick ratio

Quoziente di liquidità “severo” (esclude il magazzino)

Anche questo secondo indicatore, più severo, quoziente di liquidità (o, in termini anglosassoni, quick ratio), viene esaminato nel Report indici dal software per analisi di bilancio ANABIL. Tale indice non considera il magazzino e limita la capacità di copertura dei fabbisogni finanziari alle sole attività prontamente liquidabili.

Esempio di calcolo del quick ratio
Esempio numerico: quick ratio calcolato su attività liquide e passività correnti.

Indice di copertura degli interessi

Misura quanto il risultato operativo copre gli oneri finanziari netti

In termini di analisi della liquidità, nel Report indici di ANABIL si sottolinea che la liquidità aziendale viene spesso esaminata, in modo particolare da soggetti finanziatori esterni, anche con l’uso di un indicatore dato dal rapporto tra due valori economici:

  1. Risultato operativo (gestione caratteristica, RO) al numeratore;
  2. Oneri finanziari netti al denominatore.

Questo indicatore è conosciuto come indice di copertura degli interessi e consente di misurare il grado di copertura delle spese per oneri finanziari netti da parte del risultato operativo.

Indice di copertura degli interessi: rapporto tra risultato operativo e oneri finanziari netti
Esempio di calcolo dell’indice di copertura degli interessi

Un’impresa ad alta redditività può avere una capacità di copertura degli interessi molto adeguata, anche in presenza di un elevato grado di indebitamento evidenziato dallo stato patrimoniale. Anche per questo indice vale la considerazione della variabilità dei valori “ottimali” tra aziende: spesso gli analisti considerano ≥ 6 un valore medio prudenziale di copertura degli oneri finanziari con il risultato operativo.

Nel Report indici di ANABIL una pagina intera è dedicata a questo quoziente,con una tabella di chiave di lettura. In ogni caso, è generalmente ritenuta buona una situazione con indice > 3.

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