Cos’è la riclassificazione del bilancio
Il bilancio permette di dare delle informazioni non solo ai creditori, agli investitori, agli istituti di credito ed ai terzi in genere ma anche allo stesso imprenditore al fine di indirizzarlo verso scelte aziendali efficienti.
La riclassificazione del bilancio d'esercizio è una procedura di particolare importanza ai fini della migliore comprensione e interpretazione dei fatti fondamentali di gestione che spesso non risultano evidenti dalla lettura degli schemi tradizionali di bilancio previsti dalla normativa civilistica.
Gli scopi della riclassificazione sono essenzialmente:
① permettere la costruzione ed evidenziazione dei parametri e delle grandezze più espressive della gestione (valore aggiunto, reddito operativo, reddito netto ecc.);
② rendere omogenei i dati per consentire il loro confronto nel tempo e nello spazio, ossia per più esercizi successivi per la stessa azienda (dimensione temporale) e con aziende dello stesso settore o di settori diversi (dimensione spaziale).
L'omogeneizzazione è indispensabile per poter effettuare l'analisi comparativa di più esercizi (analisi dinamica) ai fini dell'individuazione dei trends di medio periodo;
③ separare nettamente gli elementi attinenti la gestione caratteristica dell'impresa da quelli che si riferiscono alle gestioni cosiddette accessorie o extra-caratteritiche (finanziaria, straordinaria ecc.) per migliorare la comprensione delle problematiche gestionali centrali;
④ cercare di sterilizzare eventuali politiche di predisposizione del bilancio adottate ai fini soprattutto fiscali;
⑤ determinare grandezze idonee al successivo calcolo di margini e indici.
La riclassificazione del bilancio, composto dai prospetti contabili (economico e patrimoniale) e, per le società di capitali, dalla nota integrativa e dalla relazione sulla gestione, consente all'analista di "fotografare" la situazione di un determinato momento della vita dell'impresa, di solito coincidente con la data di chiusura dell'esercizio.
Tuttavia gli schemi di riclassificazione imposti dalla normativa civilistica si pongono obiettivi di esposizione delle informazioni che non sempre sono rispondenti alle esigenze dell'analista nel controllo della gestione passata dell'impresa.
Per le società obbligate alla predisposizione del bilancio secondo la normativa civilistica, risulta opportuno utilizzare anche le informazioni scaturenti dalla nota integrativa e dalla relazione sulla gestione (se presente) o direttamente anche il bilancio a sezioni contrapposte da cui viene costruito il bilancio da depositare nel registro delle Imprese.
Allo scopo inoltre di addivenire alla migliore riclassificazione del bilancio di esercizio, potrebbe risultare anche utile adattare il piano dei conti nell'ottica dell'ottimizzazione della reportistica.
Gli scopi della riclassificazione
Gli scopi della riclassificazione del bilancio sono essenzialmente i seguenti:
- Permettere la costruzione ed evidenziazione dei parametri e delle grandezze più espressive della gestione, come il valore aggiunto, il reddito operativo e il reddito netto.
-
Rendere omogenei i dati per consentirne il confronto
nel tempo e nello spazio, cioè:
- tra più esercizi successivi della stessa azienda (dimensione temporale);
- con aziende dello stesso settore o di settori diversi (dimensione spaziale).
- Separare nettamente la gestione caratteristica dell’impresa dalle gestioni accessorie o extra-caratteristiche (finanziaria, straordinaria, ecc.), migliorando la comprensione delle problematiche gestionali centrali.
- Sterilizzare gli effetti di politiche di bilancio adottate prevalentemente per finalità fiscali, che possono alterare la lettura economico-finanziaria.
- Determinare grandezze significative per il successivo calcolo di margini e indici di bilancio.
Criteri di riclassificazione
Riclassificare un bilancio significa metterre in evidenza alcuni aggregati dello stato patrimoniale e alcuni risultati intermedi del conto economico che facilitano il giudizio sull'andamento della societa', oltre ad essere indispensabili per l'analisi per indici.
M.F. Polidoro scrive che "se da una parte i valori sintetici espressi nel bilancio sono gli input di base per un'analisi delle performance dell'impresa, dall'altra il bilancio è un documento statico che rappresenta una realtà contingente ma senza una prospettiva dinamica".
Stato patrimoniale riclassificato
Con riferimento allo Stato Patrimoniale, l'obiettivo primario della riclassificazione consiste nel migliorare le informazioni sugli aspetti finanziari e patrimoniali del bilancio. Ciò si ottiene riorganizzando le poste nelle sezioni dell'attivo e del passivo secondo i criteri di liquidità ed esigibilità. Gli impieghi vengono ordinati con riferimento al loro grado di liquidabilità, mentre le fonti in base alla loro esigibilità.
Esempio di logica (sezione)
Gli schemi attualmente previsti dal legislatore hanno introdotto alcune modifiche nell'aggregazione delle poste di bilancio ed è stata introdotto l'obbligo di un importante documento chiarificatore costituito dalla Nota integrativa, ma nonostante tutto molti aspetti della gestione non sono facilmente comprensibili, a meno che non siano adottati ulteriori specifici strumenti di analisi.
Lo Stato patrimoniale, il Conto economico, la Nota integrativa, la Relazione sulla gestione e qualsiasi altra informazione che possa essere di ausilio per l'analista, costituiscono il punto di partenza per un approfondito processo di analisi esterna della gestione aziendale.
Scrive ancora M.F.Polidoro "il bilancio d'esercizio così come pubblicato in osservanza delle norme presenta forti limitazioni nell'utilizzo diretto per l'analisi delle performance aziendali. Sono necessarie, perciò, operazioni di riordino delle voci di bilancio al fine di rimodularne la struttura".
La riclassificazione, come scrive C. Caramiello, è "l'operazione di predisposizione dei dati del bilancio di esercizio per l'analisi economico-finanziaria della gestione".
Conto economico riclassificato
Gli schemi di riclassificazione possono essere di diverso tipo a seconda della natura dell’azienda e degli obiettivi che si pone l’analista contabile. Comunemente vengono adottate due strutture:
- lo schema scalare a Valore Aggiunto per il Conto Economico;
- lo schema a sezioni divise a liquidità crescente e provenienza delle Fonti per lo Stato Patrimoniale (Stato patrimoniale riclassificato secondo il criterio finanziario).
M.F. Polidoro scrive che "gli schemi di riclassificazione non hanno valenza formale normativa, ma sono elaborati per supportare le analisi, interne ed esterne, volte ad indagare lo stato di salute dell'impresa, ovvero la sua solidità, la sua redditività, la sua rischiosità, le sue prospettive".
Per quanto riguarda il Conto economico, viene preferito lo schema a Valore aggiunto in quanto lo stesso consente di apprezzare il diverso contributo che le aree di gestione danno al formarsi del rsisultato di esercizio.
Per quanto concerne lo Stato patrimoniale le voci delle attività e delle passività sono aggregate in base alla loro liquidità/esigibilità e alla loro differente pertinenza alle aree di gestione.
I problemi dell'analista
L'analista, durante la fase della riclassificazione dei dati di bilancio, incontra problemi complessi e spesso non di facile soluzione in quanto spesso egli opera senza la possibilità di conoscere le singole realità aziendali sottostanti. Infatti dai documenti pubblici a disposizione di tutti, non sempre è possibile quantificare alcune poste da sottoporre a rielaborazione in base ai criteri comunemente accettati per una corretta riclassificazione dei dati di bilancio oppure per i gruppi di imprese, l'analista deve porre attenzione alle politiche di valutazione e di finanziamento intergruppo se vuole interpretare correttamente la realtà gestionale dell'azienda.
Errori comuni se non si riclassifica il bilancio
Perché la riclassificazione serve a “leggere” davvero i numeriSe si analizza il solo bilancio civilistico senza riclassificarlo, il rischio non è tanto “avere numeri sbagliati”, quanto prendere decisioni basate su interpretazioni distorte. Di seguito gli errori più frequenti.
In sintesi: la riclassificazione non cambia i numeri, ma ne migliora l’interpretazione, rendendo il bilancio uno strumento utile per analisi, confronto e decisioni.
Informativa
Sintesi di Informativa ai sensi dell’ART. 13 del D. LGS n°196/2003 (codice in materia di protezione dei dati personali). Studio Polli garantisce ai propri utenti la tutela della privacy nel rispetto della normativa vigente: – non esegue trattamenti occulti né registra dati personali o di preferenze relative alla fruizione dei contenuti del sito; – non identifica né traccia l’identità personale di chi accede al sito. Il tuo indirizzo email sarà registrato nei nostri archivi al solo scopo di esaminare l'eventuale partecipazione alla discussione sull'argomento oggetto di questa pagina. Non sarà in alcun caso ceduto a terzi o utilizzato per invio di circolari e/o newsletter non richieste.